MATRIOSKla

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venerdì 29 novembre 2013

Heathrow - BBC documentary

Sempre a proposito di viaggi, sempe a proposito di Londra, ma soprattutto a proposito di una'altra delle mie più inspiegabili passioni, ho trovato un documentario della BBC sui segreti dell'aeroporto di Heathrow. Per chi ama il genere, il documentario offre una 'passeggiata' nel piazzale dell'aeroporto, fino ad arrivare a vedere come è fatto un aereo dal di fuori, che cosa fa un agente rampa insieme al pilota prima di affrontare un nuovo volo. Ma anche che cosa succede nella torre di controllo quando partono e arrivano questi mostri metallici che sono gli aerei di tutto il mondo, come opera un controllore di volo e per quanto tempo il suo cervello può farlo (19 minuti...solo?) e quanta importanza ha madre natura, sotto forma di condizioni atmosferiche sulla riuscita di un decollo e di un atterraggio. Come sempre, affascinante aeroporto. Terra di nessuno e di tutti. Heathrow...un piccolo satellite dal moto inarrestabile.




venerdì 30 agosto 2013

Hong Kong...They try so hard...

Hong Kong mi è arrivata incontro come un autobus in pieno volto. Insieme ad essa il calore estivo frammisto a un odore di stantio e a un tasso di umidità pari al 93%. Una bomba al fulmicotone, direi. Speziata e soffocante. Illuminata e fatiscente. Fricchettona e sbracata. Di certo, confusa. Crocevia di esasperata ed esasperante emulazione delle città più trendy di sempre: New York, Tokyo, Londra. Eccola finalmente 'quella-nuova-cino-cosmopoli' chiamata, appunto, Hong Kong. New York, per l'opulenza spiattellata nelle mega vetrine delle più grandi avenues che ricordano la quinta strada più famosa al mondo. Tokyo, per i grattacieli in costante costruzione che costellano il claustrofobico cuore della città e il brulicare di queste teste corvine tutte uguali. Londra, in minuscola parte, principalmente per quella vena anglofona che ti ricorda quanto sia vitale trovare indicazioni in inglese, in un posto affastellato di ideogrammi cinesi al neon. Di Hong Kong rimangono le viuzze abbarbicate in verticale sulla collina a strapiombo sulla baia più spettacolare del pianeta, le facce stanche e inespressive del venditore ambulante ancora appollaiato ai margini della nuova society, che vende dal bottone al rolex (finto). Un meraviglioso panorama che ricalca fin nel dettaglio l'immaginario comune del tipico paesaggio del sud-est asiatico: caligine e giunche sospese sull'acqua torbida, rigogliosa vegetazione tropicale soffocata da un cielo raramente limpido e uno scenario da Apocalypse Now all'orizzonte. Paccottiglia di plastica, plastica e plastica che tenta invano di somigliare all'eleganza e al candore dell'odiato, vicino Giappone. Ci provano, ci provano davvero a diventare il futuro, a somigliare all'occidente, cercano di trovare una propria identità in un mondo che ha già fatto vedere tutto.They try so hard...direbbero gli ormai dimenticati britannici...
Dimenticavo...Macao. Oh my God! Come si può definire tutto ciò sopra descritto arricchito di una manciata di Las Vegas e di Lisbona? A big mess...





















































































































































































Macao...