MATRIOSKla

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Visualizzazione post con etichetta balene. Mostra tutti i post
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venerdì 12 luglio 2013

Leviatano - P.Hoare

Per chi fosse continuamente alla ricerca di balene come me, questo libro potrebbe essere l'ennesima chicca per scoprire qualcosa in più di quell'enorme mistero vivente che sono i più pacifici mammiferi del pianeta.
'Leviatano' è al tempo stesso un saggio e un romanzo, un libro di viaggio e di avventura, un costante richiamo al fascino di Moby Dick e del suo autore Melville, di cui si scoprono inquietanti e personalissimi retroscena.
Prezioso e affascinate scritto, non solo per il contenuto, ma anche per lo stile. Un tuffo in un abisso profondo di cui, come i suoi abitanti più remoti, ancora si conosce pochissimo. 

venerdì 25 gennaio 2013

L'orso azzurro - Lynn Schooler

Sono rimasta sorpresa quando ho iniziato a leggere questo libro, perchè metteva insieme almeno tre cose da cui mi ritrovo estremamente attratta: le balene, la fotografia e il Giappone. Nonostante non sia il capolavoro della letteratura americana moderna, Schooler ha il pregio di riuscire a descrivere in maniera accattivante scene nella natura dell'Alaska raccontate dal punto di vista di un uomo, che trasferitosi dal Texas, trova il suo posto ideale e diventa guida ed esperto delle terre estreme del nord. La storia suonerebbe un po' come il tentativo noioso e prolisso di descrivere un documentario naturalistico. Ma c'è di più: il legame tra Lynn, la guida e Michio, il fotografo diventa così dominante che ogni piccolo dettaglio relativo a pensieri, gesti, parole e tecniche fotografiche sono i principali punti di attrazione verso la storia. Non solo, la scomparsa di Kelly e l'oscuro passato di Lynn, il lieve barlume di tristezza che permea la vita di un fotografo professionista giapponese, mosso dalla snervante missione di trovare l'orso dei ghiacci o anche detto orso azzurro, aggiungono alla storia preziosi approfondimenti dell'essere umano di fronte alla forza di terre sconosciute. L'amicizia che lega Lynn e Michio è quasi inspiegabile. Piuttosto si tratta di una perfetta alchimia, di un rispetto reciproco, tutte doti che accomunano l'essere umano che ammette la propria indole indifesa nell'immensità della natura. Ovviamente, per quanto riguarda il mio gusto, io sono rimasta totalmente affascinata dalle dettagliate descrizioni delle specie di balene che i due principali personaggi incontrano sul loro cammino, dalla loro vita, abitudini e dal loro aspetto così minuziosamente illustrato da un esperto come Lynn Schooler. 

domenica 20 gennaio 2013

Big Miracle - Qualcosa di straordinario

Sono finalmente riuscita a vedere questo film uscito nel 2012 diretto da Ken Kwapis e interpretato, tra gli altri, da una ispirata Drew Barrymore. Per chi ama le balene come me, è un sollievo sapere che questa storia sia ispirata ad un fatto realmente accadauto e che effettivamente non solo gli attivisti di Greenpeace, ma anche la gente comune provi simpatia nei confronti di questo enorme e pacifico animale marino. La storia di Fred, Wilma e Bam Bam, secondo quello che ci mostra il film, sollevò l'interesse dell'opinione pubblica, da quella dei bambini, a quella politica, fino a quella delle allora due 'super potenze' che erano Usa e Urss.  
La vicenda si svolge nel 1988, quando Reagan e Gorbaciov erano i principali protagonisti del disgelo politico  tra i due paesi dopo anni di Guerra Fredda. Proprio grazie alla politica di riavvicinamento e alla cosiddetta 'glasnost', il salvataggio di tre balene imprigionate tra i ghiacci dell'Alaska nel Mare di Beaufort, costituisce un'opportunità per i due governi per collaborare ad un nobile scopo comune. Un film commovente e nostalgico, semplice e rassicurante come sembravano essere gli anni 80, che questo film rievoca così bene. Nonostante il finale sia dolce-amaro, rimane un film da lieto fine e molto godibile.

venerdì 14 dicembre 2012

Verso il grande sud - Isabelle Autissier e Erik Orsenna

Se ne sa talmente poco dell'Antartide, che ogni pagina di questo breve diario di viaggio e di avventura verso l'estrema propaggine del sud del mondo, rivela cose mai viste, nè sentite. La grande velista Isabelle Autissier annota notizie e informazioni che aiutano i lettori ignari, ma curiosi come me, a conoscere meglio quelle terre. Insieme a lei Erik Orsenna racconta in maniera quasi romanzata le gesta e l'insolita propensione di uomini coraggiosi. Non riuscirò mai a spiegarmi come si possa avere la forza, la determinazione, la motivazione e il coraggio per lasciare tutto e affrontare grandi sfide contro la forza della natura e soprattutto contro se stessi. Eppure se non ci fossero certe persone animate da questi spiriti così goliardici nessuno saprebbe mai che cosa si cela oltre ciò che è noto e visibile all'uomo comune. 'Verso il Grande Sud' è un onesto libro che svela sensazioni umane, parla di venti, di correnti, di oceani e delle infinite varietà di nomi del ghiaccio e la spasmodica paura degli iceberg, questi immensi punti neri che si svelano all'improvviso sul radar e paralizzano la pancia di una nave e tutto il suo equipaggio. La parte che ho apprezzato di più, naturalmente, è quella in cui si parla e si descrive l'incontro con le balene, pacifici animali che popolano questa terra e che amano l'uomo, nonostante esso non sia buono con loro.

giovedì 8 dicembre 2011

La balena azzurra - Stanislao Nievo

Una leggenda di Sri Lanka racconta la storia di una balena che viene a pregare sulla spiaggia, di tornare donna e madre, come un tempo era vissuta. Non trovando appoggio presso gli uomini, la balena si rivolge alle donne, che conoscono una lingua molto antica e riescono, per questo a parlare con lei. Le donne hanno imparato la lingua scendendo alla spiaggia e aiutando le balene, che di tanto in tanto si arenano lì, per tornare in mare o morire. Si dice inoltre che esistessero delle feste, durante le quali, le donne invitavano gli uomini a non respingere la preghiera della balena di tornare donna. Di solito, le donne mimavano attraverso delle danze l'avvicinamento dell'animale alla terra e costruivano delle balene finte, fatte di canne di bambù da offrire al mare. Se durante queste feste passavano delle vere balene, ciò era segno di buon auspicio. Dunque le donne, scendendo in acqua offrivano alla balena noci di cocco, cibo e fiori, distruggevano la balena finta contro la riva e dal suo ventre uscivano delle donne, che simboleggiavano il ritorno alle sembianze umane, da parte della balena, proprio come voleva la leggenda.

Questa breve storia e alcune preziose, piccole avventure vissute da Miriam, costituiscono il libro di Stanislao Nievo 'La balena azzurra'. La storia di Miriam che da scienziata, diventerà esperta e appassionata del linguaggio delle balene e infine madre, costituisce una bucolica e naturalistica visione del legame che esisterebbe tra il mondo umano e quello dei grandi cetacei. Anche in questo libro, sebbene in forma molto romanzata, si ribadisce il presunto benevolo, altruistico e incredibile sentimento che muoverebbe le balene a instaurare un rapporto con il mondo terrestre attraverso un linguaggio comune, un canto, una curiosità bonaria  e inspiegabile che le caratterizzano.
Ogni volta che leggo di questa curiosità delle balene verso di noi, mi chiedo se sia una curiosità un po' bizzarra e compassionevole o piuttosto se esse intravedano in noi, davvero, un barlume di speranza, di positività e di bene. Magari anche più di quanto noi stessi riusciamo a vedere fra noi. Chissà se un giorno la scienza ci darà la soluzione. Nel frattempo godo di questo potere misterioso che tanto mi affascina e mi attira delle mie amate balene.

lunedì 20 giugno 2011

La balena azzurra

Torno a parlarvi delle balene..non riesco a non pensare a questi strani esseri che con la loro enormità popolano gli oceani e nonostante questo sono così poco visibili, così enigmatici, così inavvicinabili. Strano, oltretutto, pensare che seppure la loro taglia incuta sgomento e orrore, siano animali del tutto innocui e alquanto socievoli.

L'esemplare animale più grande che abbia mai popolato il pianeta si chiama Balaenoptera musculus Balenottera azzurra. Il naturalista e biologo Carlo Linneo derivò il suo nome dal latino 'balaena' e dal greco 'pteron' che significa 'pinna' o 'ala' e il nome della specie, musculus, è il dimininutivo dal latino mus, che significa 'topo' - a quanto pare un vero e proprio scherzo di Linneo.
La 'balena topolino' tuttavia può crescere fino a 200 tonnellate di peso e 30 metri di lunghezza. Così come un elefante può trasportare sul suo dorso un topolino, allo stesso modo un elefante potrebbe essere ipoteticamente trasportato da una balena azzurra, proprio come un topolino. Si dice addirittura che Jonah, se fosse stato iniettato in una balena anzichè inghiottito, avrebbe potuto nuotare dentro le vene dell'animale, trascinato ogni dieci secondi dal lento e divino battito.
Quando si tratta di nutrimento, si può immaginare come le quantità influiscano sulla necessità di spostamenti in zone dell'oceano atte a soddisfare un fabbisogno proporzionato a tali misure. Si è osservato che la balena azzurra, a differenza di altre specie abbia bisogno di molto più di un semplice spuntino, soprattutto durante l'inverno. C'è un posto chiamato Dome, che si trova in Costa Rica che rappresenta una vera e propria oasi di rifornimento di ciò che costituisce il sostanziale nutrimento delle balene: il krill.

Mentre leggevo una delle mie riviste preferite, cioè il National Geographic  (versione americana), mi sono soffermata su di un articolo davvero interessante e a tratti anche un po' tra il comico e l'imbarazzante, per quanto riguarda le mie amate balene.
Gli scienziati per accertarsi della loro presenza nei posti, che di solito perlustrano per studiarle, si basano su due dati piuttosto evidenti: le loro tracce di escrementi in mare e il loro alito. Questi due elementi determinano la vicinanza con l'animale e il momento in cui esso si è nutrito. Di solito l'odore che emana dalle balene azzurre è molto forte, ma il primato di intensità di odore lo detiene la balena grigia.
Vi ho già parlato dei canti delle balene. A quanto pare, la balena azzurra emette un sordo e stentoreo battito di basso in LA, seguito da un continuo richiamo in SI e ciò costituisce il più magniloquente canto di tutto il mare, in grado di propagarsi per tutto il bacino di un intero oceano. La maggior parte delle balene tuttavia, si muove silenziosamente.
Un modo davvero inequivocabile per poterle individuare dalla superficie del mare è il caratteristico spruzzo d'acqua; enormi fontane di acqua salata si innalzano fino a 30 metri. Se il sole illumina questi getti poderosi, talvolta è possibile vedere la dispersione del colore attraverso una sorta di prisma nell'esplosiva espansione di spruzzi e vapore, quasi come se per pochi millisecondi fosse possibile vedere un arcobaleno, prima che si dissolva in zampilli di bianco sfumato.
Pare che sia impressionante osservare le narici collocate proprio nello sfiatatoio che si posiziona sulla parte posteriore della testa. Questo affusolato rigonfiamento forma una sorta di naso dal profilo 'romano', che risulta sproporzionatamente grande perfino per le balene più grandi. La sua dimensione dunque spiegherebbe le fragorose e compulsive esalazioni, che più che ad un respiro, somiglierebbero ad una detonazione seguita da inalazione.
Un'altra impressionante caratteristica della conformazione fisica della balena è il colore: un bagliore vitreo ricopre la superficie della schiena, che a seconda della luce riflette un grigio argenteo tendente al blu pallido.
Data la scanalatura della pelle dell'animale, quando esso si trova in fase di emersione, la prima cosa che si avvista sono rivoletti e pieguzze che creano un enorme tessuto di canali. Chiunque li osservi, si dice che ne rimanga ipnotizzato per via della loro perfezione geometrica.
Ma il colore della balena azzurra in immersione è l'elemento di maggiore attrazione. Il blu-grigio che si osserva in superficie vira in un incantevole turchese non appena la balena scompare sotto la superficie del mare. 

Non appena si avvistano le scultoree scalanature della pelle dell'enorme cetaceo, è bene allontanarsi; ciò significa un profondissimo tuffo negli abissi, l'avvistamento di una enorme coda che sembra lanciare un addio, rivoli che rimangono in superficie e che ipnotizzano l'osservatore e che come scrisse Herman Melville nel suo Moby Dick ' In nessuna creatura vivente vi sono linee di una tale bellezza tanto squisitamente definite come nei profili di queste scanalature crescenti '.

giovedì 5 maggio 2011

Lo sapevate che le balene...

Chissà se Omero pensava alle balene quando scrisse che Ulisse avrebbe udito al largo delle coste di Antenoessa e nei pressi di Scilla e Cariddi il canto tentatore delle Sirene, metà uccelli e metà donne dai lunghi e malefici artigli.
Magari si era sbagliato con qualcos'altro o forse già conosceva il potere incantatorio di una tra le specie mammifere più misteriose che popolano il nostro pianeta: le balene.

Si sa ancora molto poco di questi giganti dell'oceano e il mistero che li avvolge li ha resi sempre più attraenti ai miei occhi, tanto che ho cominciato a leggere tutto quello che sono riuscita a trovare anche nella narrativa contemporanea e un giorno mi sono seduta al tavolo e ho cominciato a disegnarle.

Si ipotizza che i maschi cantino, come altre specie, per attrarre le loro compagne nel periodo dell'accoppiamento, ma non si sa come cantino, cioè è un  mistero come possano emettere tali gioiosi quanto commoventi suoni senza aprire la bocca, nè lasciar uscire bolle d'aria dal loro sfiatatoio. Alcuni ricercatori, che hanno studiato le melodie letterlmente 'create' dalle balene, si sono commossi fino alle lacrime e hanno appreso che nel mondo degli abissi il silenzio è soltanto frutto della nostra immaginazione. In realtà, le megattere producono temi musicali, che possono nascere dall'improvvisazione o da un'accurata elaborazione di fraseggi e suoni simili a percussioni o a distinte note raggiungendo anche ottave altissime. Quando cantano, anche loro, possono avere ottime performance o fiaschi, un pubblico fisso o una certa popolarità tra gli altri membri della specie, che alternandosi creano a loro volta variazioni sul tema e interpretazioni sempre più eccellenti.
L'oceano non è una camera insonorizzata, al contrario, le megattere, in qualità di animali sociali e fortemente solidali fra loro, utilizzano i loro suoni  a bassa frequenza per comunicare con altri esemplari a distanze impensabili. Li usano per guidare verso la strada di casa altre balene che si sono perse, per esempio, tra i ghiacci artici o rimaste intrappolate sotto al pack, li usano per informare sulla presenza di riserve di cibo in un preciso luogo sottomarino del pianeta o anche semplicemente per darsi un appuntamento privato.
La cosa strabiliante è che, nonostante gli oceani siano in realtà attraversati da frastuoni di ogni genere, le balene riescono a selezionare solo i segnali utili, a memorizzarli e riconoscerli anche a distanza di molto tempo e innumerevoli miglia. Il loro sistema di selezione ci è talmente ignoto che nessuna tecnologia a noi nota finora sarebbe in grado di riprodurre lo stesso procedimento, mentre quest'abilità è propria alla specie da milioni di anni. La razza umana non è in grado di capire ancora molto di questi cetacei, forse potrebbero esserlo intelligenze extraterrestri, tanto che le sonde spaziali Voyager I e Voyager II lanciate nel sistema solare portano a bordo, oltre che messaggi di ogni tipo in centinaia di lingue del mondo, anche i misteriosi canti delle balene. Forse specie più evolute di noi potranno capire che cosa si dicono questi enormi, sublimi esseri viventi dall'intelligenza superevoluta.
A volte penso a quella coda che sventagliando una sorta di saluto aereo, si volta con la grazia di una prima ballerina e come una cometa scompare in quella sorta di firmamento al contrario che è l'oceano scuro e inintelligibile. Se il mistero non facesse sua quella mezzaluna grigia e scivolosa inghiottita dalle correnti di marea, forse le balene avrebbero qualcosa da svelarci.

Se avete voglia di conoscere questi splendidi esseri e leggere qualcosa riguardo ai loro viaggi e ai loro eterni ritorni negli oceani, potete approfondire con delle letture molto interessanti: 'Le balene lo sanno' di Pino Cacucci e 'Guerra alle balene' di Andrew Darby.