MATRIOSKla

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venerdì 13 settembre 2013

I segreti di Murakami - T. Teruhiko

Data la segretezza e la scarsità di informazioni che circolano sul conto di uno scrittore così popolare come Murakami Haruki, perchè astenersi dal comprare un libricino come questo? 'I segreti di Murakami' di Tsuge Teruhiko male non fa. Anche se probabilmente non è un supremo saggio della vita e delle opere dell'autore esso è piuttosto una breve raccolta di notizie su di lui. E' interessante scoprirne gli esordi della sua carriera di scrittore attraverso una rapida ricostruzione della sua vita, dalla giovinezza ai nostri giorni, raccontati da godibili aneddoti e estratti delle sue interviste. I capitoli sono dedicati ai suoi anni di studente, all'incontro con la moglie e all'apertura del suo famoso jazz bar. Si prosegue poi con capitoli dedicati alle curiosità sulle sue passioni per i computer, le penne, gli scrittori e registi preferiti. Ovviamente non può mancare un capitolo dedicato alla sua passione per i gatti. Dal primo storico gatto 'Peter', che diede casualmente il nome al suo jazz bar, fino a quelli che ancora gli gironzolano per casa. Insomma un po' di tutto...un leggero intrattenimento, certamente ricco di spunti, in caso di astinenza da lettura dei suoi romanzi, di cui io ne so ben qualcosa.

mercoledì 11 settembre 2013

I film di Woody Allen


Perchè mi piacciono i film di Woody Allen? Semplice. Perchè parlano alla mia mente. Niente azione, niente avventura, nè erotismo. Ma parole. Pensieri. Manie e spesso anche paranoie. 
Di recente ho visto due film interpretati da Woody Allen. Il primo 'Provaci ancora Sam' del 1972 e il secondo da lui anche diretto 'Misterioso omicidio a Manhattan' del 1993. Godibili da diventar matti, punzecchiati della tipica ironia di Allen e soprattutto sigillati dalla straordinaria alchimia che lega Woody Allen a Diane Keaton. Insicindibili, fobici e in preda alla più assurda paranoia. Sia in 'Provaci ancora Sam' , che in 'Misterioso omicidio a Manhattan' la maestria dialettica dell'intreccio narrativo e la giustapposizione delle scene e dei dialoghi sono impreziositi dalla bravura degli attori nel mettere in bella mostra le loro manie. Impossibile non ritrovare almeno un pizzico di se stessi nei monologhi, nelle ossessioni e nelle debolezze così sottilmente e, nello stesso tempo, ridicolamente raccontate dalla mente dei protagonisti.
Due storie da divano comodo e popcorn, in una serata di pioggia, sognando due grandi città come San Francisco e New York, nelle quali sono ambientate. Guardare questi film a là Allen è come trascorrere una piacevole serata in salotto, circondati da intimi amici.

I piani alti di Mosca - V. Aksionov

Tra le attrazioni più moscovite che si possano visitare nella capitale russa figurano sicuramente le cosiddette 7 sorelle. Cioè i 7 monumentali grattacieli costruiti in piena era staliniana, in stile costruttivista sovietico. Ora, ripromettendomi di tornare prima o poi sull'argomento, non mi dilungherò sulla storia di questi meravigliosi souvenir dell'epoca sovietica, ma vorrei consigliare un libro che in qualche modo c'entra con essi. Si chiama 'I piani alti di Mosca' di V. Aksionov. Pubblicato in Italia nel 2006, è un ottima lettura per chi vuole ritrovare le storie di quella vita formicolante che abitava uno di sette grattacieli. Una bizzarra scrittura, che rievoca le atmosfere misteriose e claustrofobiche delle famose 'case alte' di Mosca.
Vi lascio un piccolo estratto, una chicca per gli amanti del sovietismo:
'No, non somiglia a nulla questa residenza, e non segue nessuno stile urbanistico precedente! E' la residenza unica del nostro unico e grandissimo socialismo! Guarda soltanto che poderosa pesantezza vi è racchiusa, coniugata con la sensazione di un volo inesorabile! Emana un possente significato storico! Non solo puntella le pendici orientali della volta celeste moscovita, non solo cela ai miei occhi la sudicia Taganka, no, insieme ai suoi sei confratelli rappresenta per noi il topos del futuro, la città neoplatonica popolata di filsofi e soldati!' 



martedì 3 settembre 2013

L'ultima favola russa - Francis Spufford


Ma da dove è uscito questo libro? Intendo... Da quale mente, con quale scopo? Da quale scaffale della storia? Come si può divorare un libro di 411 pagine che tratta di società e scienza sovietica, di cibernetica e sistemi di controllo di produzione, di Gosplan e di tutto ciò che il marxismo-leninismo ha prodotto di più noioso? Eppure mi è successo. Il genio creativo di Francis Spufford ha catturato la mia attenzione e, a quanto pare anche quella di molti altri lettori (a dire delle recensioni), raccontando la macchinosa e utopistica idea socialista nell'Urss, dal dopoguerra agli anni 80. Ma ha fatto di più, ha fuso almeno tre generi letterari: il romanzo, il saggio e il manuale di storia. Ha inventato storie di uomini-tipo della Mosca, della Leningrado e della famosa Akademgarodok di Novosibirsk riproducendone fin nel minimo dettaglio, ma anche nell'estrema profondità di fattezze e modi, il pieno spirito sovietico. Leonid Vitalevic, Zoja, Galina, Emil ecc. sono tutti stereotipi della Russia perduta dello scorso secolo, quella che aspettava l'età dell'abbondanza, quella che doveva 'costruire l'idea comunista', quella delle promesse tristemente infrante nel cuore di milioni di gente. Una scrittura capovolta, un punto di vista microscopico e una meticolosità stacanovista rendono questo libro un piccolo capolavoro. Davvero unico.

sabato 31 agosto 2013

Nothing to envy - Barbara Demick

Sempre a Hong Kong e precisamente all'aeroporto...mi sono ritrovata davanti allo scaffale di una libreria dedicato alla narrativa contemporanea cinese. La ricchezza della nuova società cinese, che avevo respirato per giorni girando la città, mi aveva lasciato addosso la voglia di sapere come, da un punto di vista socio economico, questo paese sia riuscito a raggiungere una così forte crescita. Ebbene...a dire la verità, ho dovuto rimandare l'acquisto a data prossima di una lettura che trattasse questo argomento, perchè subito l'immagine del libro che vedete in foto, ha avuto la meglio su di me e sulla mia passione per i regimi totalitari. 
E' bastata la copertina, in questo caso non da poco, per convincermi a comprare il libro. 'Nothing to envy' di Barbara Demick, giornalista americana di base a Seul per il Los Angeles Times, ha raccolto in questo libro storie di alcuni personaggi che hanno vissuto il regime comunista più rigido e degradante della storia nella Corea del Nord di Kim Il Sung prima e di suo figlio poi. Un racconto dettagliatissimo, da brivido. Un resoconto raro e imperdibile della vita in un paese che se osservato dai satelliti spaziali è ridotto a un punto oscuro, poichè non esiste la corrente elettrica, che ha bandito qualsiasi forma di comunicazione informatica, dove internet non esiste e scambiarsi un bacio per strada è proibito dalla morale e dalla legge di stato....qualcosa che tanto mi ha ricordato l'Unione Sovietica, ma ancor più la società orwelliana di 1984, solo che questa non era finzione letteraria, ma un'assurda realtà.

Polvere rossa - Ma Jian

Non potevo leggere, durante il mio viaggio a Hong Kong, un libro più azzeccato di questo!
Conoscevo già l'autore da 'Pechino in coma' e 'Polvere rossa' ha davvero consacrato, per quanto riguarda i miei gusti, l'autore Ma Jian a grande scrittore della Cina contemporanea. Ovviamente una Cina vista dalla prospettiva di un 'disertore', che stanco delle pressioni del partito comunista cinese di Pechino, decide di abbandonare il proprio lavoro di fotografo, la sua famiglia e gli amici, per intraprendere un lungo viaggio attraverso la parte più occidentale del paese. Un cammino catartico e scioccante, che lo vede trascorre tre anni a partire dal 1983, nella miseria e negli abissi di una poverissima e impervia Cina. Gli aneddoti e i pensieri dell'autore sono preziose testimonianze di una vita, di una cultura, di un paese che viene voglia di scoprire in ogni suo angolo più remoto. Sebbene, come nel libro stesso spesso si sottolinea, Hong Kong sia vista come una sorta di paradiso terrestre rispetto al resto dell'enorme paese, ho ritrovato nel libro, nei miei giorni di permanenza, tantissima atmosfera strettamente somigliante a quella della città. Davvero un perfetto connubio tra lettura e viaggio.

Pazzi per i noodles

Dall'esperienza culinaria di Hong Kong ho imparato che...il maiale è davvero l'imperatore della cucina cantonese e che le anatre e i polli fanno un'altrettanta brutta fine. Tutti scuoiati e ben oleati penzolano, come neonati in maniera un po' raccapricciante, dai ganci appesi alle vetrine dei negozi e delle tavole calde sparse un po' ovunque. Spiedini misteriosi, venduti per strada, ai quali non ho osato avvicinarmi (se non per scattare qualche fotografia) e strana muggine simil alghe, raccolta in grandi contenitori di polistirolo, catturano la curiosità del passante straniero. 


Ma soprattutto...gli abitanti di Hong Kong sono pazzi per i noodles!
Variopinte e pittoresche scodelle piene di tagliolini e spaghetti chiamati, come nella cucina giapponese, 'udon', navigano nelle zuppe più speziate della terra. Nella scodella di solito si trovano anche uova sode, porri, pezzi di carne di maiale e alghe. E' davvero impossibile, girando per le strade della città, non imbattersi in negozietti/ristoranti/tavole calde ecc. che preparano ogni sorta di noodles. Un'adorazione quasi maniacale. D'altronde, una fanatica di ramen giapponese come me, sapeva che esso trae proprio la sue origine dalla cucina cinese. Ma mi aspettavo che la classica ciotola di riso la facesse ancora da padrona. Delusione per quel che riguarda la presenza di ristoranti giapponesi a Hong Kong. Pochi e introvabili, misti alla cucina locale. Tanto per ribadire la mania dei noodles, stranamente ho avvistato un ristorante di solo ramen giapponese. 
Presa dalla curiosità di assaggiare la versione noodles istantanei, ne ho presi un paio da portare a casa. Unico problema: quale, delle decine di varietà a disposizione, scegliere...Carino il packaging...