MATRIOSKla

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lunedì 11 febbraio 2013

Trans Europa Express

Ho ricevuto in dono questo prezioso libro uscito nel 2012. 230 pagine scritte in modo sublime, che parlano di est. Ma che soprattutto raccontano storie di vita, di uomini e donne, che vivono oltre il confine politico e geografico di un est europeo ancora sepolto dall'oblio, dove la Guerra Fredda sembra non essere mai finita. Paolo Rumiz, autore triestino de La Repubblica, racconta il suo 'viaggio verticale'. Dal Circolo Polare Artico,  partendo da Murmansk, attraverso i Paesi Baltici, la Bielorussia, la Polonia, l'Ucraina e infiniti e sconosciuti avamposti  slavi, fino ad arrivare al Mar Nero. Ultima meta la Turchia. Nonostante, gran parte delle informazioni sullo stile di vita post-sovietico mi fosse già piuttosto noto, leggere le impressioni, le avventure di questo grande scrittore, con la S maiuscola, mi è servito per tentare di decifrare quella indescrivibile poesia che dentro di me è tutto l'est. Un est per cui mi sembra di non trovare mai le parole adeguate.
 Rumiz da prova di una grande padronanza delle sue emozioni, usando un registro linguistico magnifico ed evocativo, ma anche familiare e divertente. Non posso non citare la parola 'acchiappacitrulli', usata dall'autore, della quale ho riso una giornata intera. Due, soltanto, me ne sono servite per divorare questo breve e intenso romanzo di viaggio. 

mercoledì 18 maggio 2011

CHERNOBYL - Francesco M. Cataluccio

Un insolito viaggio da Chernobyl verso Chernobyl, cioè dalle radici di un posto predestinato anche nel nome ad essere oscuro e maledetto come l'assenzio - la cui etimologia viene usata per battezzare un luogo anticamente noto per i suoi 'neri steli d'erba' - attraverso le sciagure della guerra tra russi, ucraini e polacchi, la carestia e la persecuzione ebraica, fino al racconto di un viaggio verso ciò che rimane dei resti di una catastrofe nucleare, alla centrale di Pripjat
La Zona, come viene sinistramente chiamata, è la destinazione di un viaggio organizzato a cui prende parte l'autore stesso di cui ne descrive i particolari dell'avvicinamento, gli odori, le dimensioni di un posto senza tempo, le precauzioni per potervi accedere e infine la decontaminazione. Ma intorno a quella Zona, per secoli, dalla prima comparsa di Chernobyl in uno statuto del 1193 e fino all'incidente alla centrale, si sono consumati alcuni tra i più efferati accadimenti della storia. Il 'Holodomor' portò la morte attraverso la fame, i nazisti trucidarono un terzo della popolazione ucraina e tutta la sua tradizione contadina e il popolo ebraico vide naufragare la propria cultura altrove. Ma Chernobyl è anche una terra che conserva superstizioni e storie legate ad una presenza demoniaca, e l'autore ne ricollega innumerevoli avvenimenti e ispirazioni letterarie da 'Il Demone' di Lermontov al 'Maestro e Margherita' di Bulgakov, fino ai 'Demoni' di Dostoevskij. Con una colonna sonora pinkfloydiana riesumata dall'album 'Atom heart mother', la cui copertina con la mucca pezzata ricorda l'unico animale avvistato nei campi contaminati di Pripjat, Cataluccio associa il potere distruttivo dell'esplosione atomica, al potere sinfonico di una musica che il 26 aprile del 1986 ha smesso di suonare, lasciando dietro sè un silenzio e un'immobilità animati soltanto dalla fantasia di un posto che a suo dire un giorno diventerà la 'Disneyland della radioattività', dove ancora una volta i malefici della presenza umana trasfigureranno la natura a propria immagine e somiglianza.