MATRIOSKla

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venerdì 23 settembre 2011

La casa Russia

In questo film c'è tutta la mia Russia e ad esso sono indissolubilmente legata. Conosco la colonna sonora, i precisi posti dove è stato girato sia a Mosca che a Leningrado e in essi mi sono recata decine di volte durante i miei viaggi. So a memoria quasi tutte le battute del film e adoro l'interpretazione degli attori: Sean Connery, Michelle Pfeiffer e Klaus Maria Brandauer.
Dopo aver contato fino alla venticinquesima volta, ho smesso di contare tutte le volte che l'avrò visto.
Nei freddi pomeriggi d'inverno del 1992, dopo la scuola, inserivo la VHS nel videoregistratore e con in mano una tazza di tè bollente, cominciavo a sognare.
Ho visto questo film per la prima volta nell'autunno del 1991, non sapevo ancora che esso era l'adattamento cinematografico del grande regista Fred Schepisi, da un romanzo best seller dell'altrettanto grande John Le Carrè.
All'epoca non sapevo nemmeno che cosa fosse davvero la Russia. Non c'ero ancora stata e quindi proprio grazie alla magnifica fotografia di questo film cominciavo a sognare una mia Mosca: l'immensa Piazza Rossa, immagine sulla quale si apre il film, i magazzini generali del Gum, dove Barley e Katja si recano insieme al loro primo incontro, l'hotel Moskva dal quale in lontananza si intravede la basilica di San Basilio con le sue guglie colorate, il parco Cholomenskoe, ma anche gli interni degli edifici dai soffitti bassi, la tappezzeria opprimente e la moquette rialzata dei corridoi degli alberghi, il lampadari di cristallo , la tavola apparecchiata con tante bottiglie senza etichetta nella dacia al villaggio degli scrittori di Peredelkino e le splendide stazioni della metropolitana più stupefacente del mondo...e questo solo per citare alcune delle cose che si possono ammirare di Mosca, in questo film.
Ogni singolo posto, ogni parola, ogni battuta sono un rimando poetico alla immensa cultura russa. E' da qui che ho attinto per individuare le prime grandi opere letterarie, che sono poi andata a cercarmi in biblioteca e a leggere. Una su tutte, le opere di Boris Pasternak. Quando Barley e Dante si parlano al cimitero degli scrittori di Peredelkino e si promettono fedeltà, Barley chiede a Dante: 'Dante, amico, sei venuto a porgere i tuoi saluti al vecchio Pasternak?' e io allora mi domandavo 'chi sarà questo Pasternak?' e poi correvo a cercare i suoi libri e leggevo le sue poesie durante le ore di  italiano a scuola.
Dante, di contro, recitava versi di un poeta precedente chiamato Pecerin, che io confusi con Peciorin, protagonista di 'Un eroe del nostro tempo' e che quindi mi ritrovai a leggere, quasi per equivoco, e poi scoprii essere un capolavoro del romanticismo russo.

                   'Com'è dolce amare il proprio paese, desiderarne la sconfitta e in quella sconfitta scorgere l'alba della rinascita universale'

Questi erano i versi che Dante recitava a Barley e ai quali si ispirava per trovare la forza di tradire il suo paese e pubblicare il suo romanzo.
E' in questo film che ho visto per la prima volta lo storico Hotel Ucraina, nel quale alloggia Barley e nel quale, prima di partire per Leningrado siede sui propri bagagli, come suggerito da Katja. Così scoprii che, i russi prima di un lungo viaggio si siedono sulle proprie valigie pronte, recitano qualche poesia e poi si mettono in cammino. Con i miei occhi ho visto dal vivo questo momento e mi sono immalinconita ripensando alla mia semplice ingenuità di spettatrice di un film, quando 10 anni dopo, la signora che mi ospitava nell'appartemento del Kutuzovskij Prospekt di Mosca (dove si trova proprio l'hotel Ucraina), si è seduta sui suoi bagagli, ha aspettato un po' e poi si è alzata per partire per Kiev.
Insomma, ho trovato di tutto in questo film, ogni battuta era un piccolo seme che, se raccolto e coltivato, nascondeva immensi cieli di conoscenza.
La colonna sonora di Brandon Marsalis è uno dei dischi più belli che abbia mai comprato e mi ricorda sempre la scena del film in cui Barley, seduto nel vagone ristorante del treno che lo porterà a Leningrado. osserva le dacie della campagna moscovita dal finestrino e sente crescere dentro di sè il suo amore per Katja.
Quelle dacie sono così umili e commoventi come il cuore della sua amata e in quel momento la musica irrompe e la famosa taskà divampa.
Katja è la tipica donna moscovita dell'era sovietica. Avvolta da strati di lana, perseguitata da una vita di stenti, separata dal marito 'come quasi tutte le copie qui a Mosca', che vive in un minuscolo appartamento della periferia, insieme ai suoi due figli e allo zio Matvej.
E' a lei che Barley dedica una delle più romantiche frasi del film, quando intrappolato dalle pareti della piccola cucina di Katja che si dichiara e dice: 'Ti amo...di un amore maturo ed elettrizzante. Tutti i miei fallimenti erano la strada che mi portava a te...Tu sei il mio solo paese, ormai.'
Katja è stata l'amante di Yakov Efemovic Savelev, ovvero Dante e racconta la sua gioventù in Urss. Attraverso lei conosciamo come i giovani russi abbiano vissuto l'invasione dei carri armati nella Praga del 1968, mentre alle sue spalle e alle spalle di Barley risplendono le cupole blu della cattedrale di Zagorsk, appena fuori Mosca; una delle prime mete che si incontrano quando si inizia il classico giro dell'anello d'oro.
Barley giunge a Leningrado e subito si vede la magnificenza della città di PIetro il Grande, i suoi giardini d'estate, il Cavaliere di Bronzo e il cielo plumbeo e infinito sopra la Neva.
Dante aspetta Barley seduto su una panchina dei Campi di Marte e insieme vanno in una silenziosa Piazza del Palazzo d'Inverno. Ancora una volta decine di rimandi storici, letterari e poetici.
Se e quando guarderete questo film, non perdetevi questi particolari. Non credo che Schepisi, nel girare questa pellicola, sia incappato in certi scenari per caso e forse la trama intricatissima del film in sè, che lascio a voi decifrare, era solo un pretesto per mostrare al mondo per la prima volta nella storia sullo schermo la Russia del 1990, la Russia che pochi in occidente avevano già visto così, la Russia che  sarebbe rimasta soltanto per un anno ancora la triste Unione Sovietica.
Ho amato questo film come ho amato la Russia, per molto tempo sono stati per me quasi un'unica cosa.


P.S. Una delle gemelle di Mosca, secondo la mia percezione di decadenza, è Lisbona. Non a caso è la città in cui Barley possiede una delle sue case. I tetti e le terrazze di Lisbona sono un piccolo cammeo perfettamente incastonato nella malinconica atmosfera di questo film. Un piccolo frammento di est Europa, rimasto incastrato in occidente. Gli splendidi scenari panoramici della polverosa città lusitana si accostano chimicamente, nei colori e nei sapori, alla Russia di quei tempi.

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